lunes, 2 de septiembre de 2013

CHE FESSO



Ci ritroviamo alle sedie della sera prima, dopo una strofinata d'acqua fredda. La calda l'hanno consumata quelli arrivati prima. Lei è sotto buona lana, ha freddo. Ho addosso la camicia a quadri e bevo piano una birra abbondante. Non diciamo niente. Lei sorride a qualche boccone che le piace. A buon punto di caldo e sazietà chiede a che penso. "Alle montagne di domani". Fa uno sbadiglio che mi procura un sorriso.
"Grazie", dice.
Per risposta la guardo.
"Non ero mai salita su una cima scalando."
Quante cose posso dire, anche soffiare sulla gratitudine che sta nelle stanchezze pulite, quante cose per avvicinarmi. Nessuna passa, resto a mani chiuse, abbasso gli occhi. Lei si alza, mi posa un bacio sulla testa reggendola tra le mani, "Buonanotte", dice.
Il giorno dopo parto al primo chiaro, cambio valico e valle in cerca di un'altra salita a quattro zampe. Le lascio un biglietto: "Non lavare le tue magliette sudate. Buttale, è acqua passata".
E ora scrivo. Al posto di qualunque altra cosa possibile ho per rimpiazzo e avanzo la scrittura. Che fesso.

Erri de Luca, Il contrario di uno

Miguel Ángel Maya
2 de septiembre de 2013

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